03 dicembre 2008

GNIVA DI RESIA - Udine




E' arrivata la prima neve!

Come sempre lo scenario è stupendo, clicca sull'immagine.

26 novembre 2008

PUNGITOPO















Nome botanico: Ruscus aculeatus
Famiglia: Liliaceae
Descrizione: Pianta arbustiva sempreverde che in autunno produce delle bacche molto appariscenti ed ornamentali. I rami assomigliano a piccole foglie ovali e pungenti dette "cladodi".In autunno, le piante femminili, producono delle bacche rosse molto vistose.
Durata: Perenne
Periodo di fioritura:I fiori sbocciano in primavera ma sono insignificanti
Area di origine:Europa
Clima:Temperato
Uso:Viene utilizzato come pianta ornamentale nel periodo natalizio, viene anche coltivato nei giardini per il medesimo motivo

15 novembre 2008

AUTUNNO IN VAL RESIA























Strada per Sella Carnizza


....Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell'onda il primo gelo...
(M. Moretti)

......un trionfo di colori!

11 ottobre 2008

Progetto PARCO GENETICO clicca qui

In Val Resia nel corso del 2008 e del 2009 verranno condotti studi genetici di notevole importanza che consentiranno di creare una mappa genetica molto approfondita della nostra interessante comunità. Si potrà inoltre raffrontare con una certa attendibilità il patrimonio genetico dei resiani con quello di altre popolazioni europee, al fine di individuare il gruppo geneticamente più affine.
Ho partecipato anch'io con piacere a questo progetto sottoponendomi ad un check up completo, durato tre giorni, assieme a tantissimi resiani e sono molto curiosa di conoscerne i risultati.




18 settembre 2008

CENNI STORICI SULLA VAL RESIA

Da "Identità e tutela Val Resia" www.valresia.it

"...L'insediamento dei primi abitanti si fa risalire alle grandi migrazioni barbariche del VI secolo D.C.Alcuni storiografi sostengono che i movimenti dei popoli slavi iniziarono con una lenta infiltrazione prima dell'inizio dell'era cristiana ma restarono per lungo tempo inavvertiti dai Romani, intenti a fronteggiare i popoli germanici. Le prime informazioni sicure sugli Slavi risalgono a Procopio di Cesarea (storico bizantino) e a Giordanes che, circa nel 550, attestano insediamenti in Carinzia, Slovacchia e Boemia. Queste tribù in Friuli, dopo un breve periodo di mutuo soccorso, si scontrarono, come ci racconta Paolo Diacono, con i Longobardi con i quali ingaggiarono numerosi conflitti e che, in seguito alla battaglia di Lavariano, raggiunsero un compromesso siglando il cosiddetto "patto dell'uovo", che relegò definitivamente le popolazioni slave sui monti orientali friulani. Proprio in quel periodo, forse per sfuggire ai massacri e alle ritorsioni dei vincitori, si rafforzò la penetrazione di alcune tribù slave nel territorio resiano e con documentazione, reperita presso l'abbazia di Moggio e risalente all'anno 1084, si certifica la presenza di popolazione nella Resia Superiore e nella Resia Inferiore. Si può, pertanto, affermare che da quella data Resia seguì le vicende storiche politiche del vicino Friuli. Per tutta l'epoca feudale e fino al Regno napoleonico in valle ebbero vita amministrativa quattro comuni. Due, Osajanë e Solbyza, nella Resia Superiore e gli altri due, Bilä e Njyuä, nella Resia inferiore.Il territorio prevalentemente montuoso, consentiva attività collegate allo sfruttamento delle risorse spontanee. L'unica via che metteva Resia facilmente in contatto con il mondo esterno era tracciata dal corso del fiume Bila uödä (Bianca acqua, ovvero, torrente Resia) affluente di sinistra del fiume Fella e dal tortuoso tratturo che lo affiancava. Attraverso quella via, importante per la fluttuazione dei tronchi, i resiani prendevano contatto con le popolazioni friulane. Le popolazioni della Resia inferiore o occidentale, iniziarono traffici con le popolazioni friulane, mentre quelli della parte superiore orientale si spinsero oltre le montagne, fondando Coritis e Uccea, e oltrepassando l'Isonzo si misero in contatto con gli slavi cragnolini (sloveni-carinziani). Resia, pertanto, funzionò come stato cuscinetto o zona franca fra il mondo slavo- tedesco e il mondo friulano-veneziano. Abbiamo visto che fino al 1805 Resia era suddivisa in quattro comuni. In “Lypäväz”, borgata di Prato, si è sviluppato con il passare del tempo un linguaggio che, recependo influssi provenienti dalle quattro parlate principali, ha creato una sintesi pratica.Mi si permetta, a questo punto, una divagazione fantastica sulla provenienza russa dei resiani.A causa dell'unicità della propria parlata, i resiani sono sempre stati tenuti a distanza, guardati con sospetto e trattati con diffidenza dalle popolazioni contermini. Ecco allora il fiorire della leggenda sulla provenienza russa del popolo resiano. Inconsapevolmente, notando l'interesse suscitato e potendo appurare, grazie alla lingua dei primi ricercatori russi, l'appartenenza al ceppo slavo del resiano, i valligiani rafforzarono lo spirito di appartenenza ad una nazione forte, misteriosa ma allo stesso tempo sufficientemente lontana dai confini della propria terra.Il popolo resiano, però, sottoposto ad una massiccia emigrazione, accerchiato dalla superiorità delle lingue italiana prima e inglese ora, sta velocemente smarrendo ciò che per quindici secoli ha gelosamente custodito. Una ventina di cultori locali, il gruppo folcloristico, il coro femminile i due circoli culturali stanno cercando disperatamente di rivitalizzare la parlata attraverso composizioni, pubblicazioni e l'insegnamento nella scuola. In questo rinato panorama culturale, il coro locale "Monte Canin", sta svolgendo da trentacinque anni la sua responsabile parte....".

Voglio complimentarmi con Sergio per i suoi notevoli contributi (studi e pubblicazioni) riguardanti la nostra bellissima Valle.

SCORCI D'AUTUNNO


26 agosto 2008

Escursione a MALGA COOT in Val Resia mt.1200


MALGA COOT è una delle malghe più antiche della Val Resia. Qui durante le vacanze, ho trascorso una magnifica serata. Si trova incastonata nel cuore del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, ai piedi del Monte Canin. E' circondata da una natura incontaminata che rende, tutta la zona circostante, bellissima. E' un luogo ideale per la dimora e il rifugio di molti animali selvatici tra cui il gallo cedrone, la coturnice (simbolo del parco delle Prealpi Giulie) e numerosi mammiferi. Malga Coot è anche punto di partenza di numerosi sentieri che si snodano sui versanti delle Alpi e Prealpi Giulie e che presentano svariati gradi di difficoltà. La malga offre servizio di agriturismo con tipici piatti locali e friulani e prodotti che sono frutto delle attività della malga stessa (formaggio, burro, latte...). Si può anche pernottare.
(foto www.camminofriuli.it)

04 agosto 2008

COSTUMI, MUSICA E BALLI TRADIZIONALI DELLA VAL RESIA



Esibizione del nostro Gruppo Folcloristico a Barcellona


15 agosto
SMARNAMISA ( leggere le S come SC )
E' la festa della Valle per eccellenza.Questa festa religiosa ha origini molto antiche e ha sempre richiamato tutti i resiani e molti visitatori. Il giorno 15 in mattinata viene celebrata la S.Messa solenne mentre sulla via principale del capoluogo, a Prato, c'è un tradizionale piccolo mercato. Nel pomeriggio c'è la processione della Vergine ed in serata l'esibizione del Gruppo folcloristico resiano è un richiamo irresistibile per il ballo della "resiana".
Ultimamente la festa ha perso quella vitalità che l'ha sempre contraddistinta anche se i festeggiamenti a Resia non mancano (dopo ferragosto gli stessi proseguono a Oseacco e Stolvizza). So che per organizzare questa festa (che è veramente un simbolo per la valle) è necessaria la disponibilità di molte persone ma sono convinta che con un pò di buona volontà da parte di tutti potrebbe ridiventare bellissima, come un tempo.















Pieve di S.Maria Assunta e PRATO DI RESIA

09 luglio 2008

CIELO STELLATO RESIANO

















Paesino di CORITIS (Val Resia)


Cito alcuni passi tratti da "From the Silence" del prof. Roberto Dapit ( "il narratore), in cui descrive il magnifico cielo stellato resiano, visto da Coritis e sottolinea anche, con orgoglio, di parlare in Resiano. Complimenti !

Roberto Dapit - Udine

From the Silence
I’m very proud to speak a Resian idiom from the little village of Korito, situated just under the mythical mountain Kanin ....One night in that place I’ve seen the most beautiful sky of my life, with stars, that looked like enormous diamants, whose sparkling broke the silence of the night and waked me. I cannot forget that sky because I’m not a native Resian, but that night I could understand a lot of things about Resian people.....

Traduco:
Dal Silenzio
Sono molto orgoglioso di parlare l' idioma Resiano dal paesino di Coritis , situato sotto il mitico Monte Canin....Una notte in quel posto ho visto il cielo più bello della mia vita, con stelle che sembravano enormi diamanti, il cui scintillio rompeva il silenzio della notte svegliandomi. Non posso dimenticare quel cielo perchè non sono nato a Resia ma quella notte ho potuto capire molte cose sulla gente resiana...


Night Sky (Taurus, Orion and Canis Major)

IDENTITA' RESIANA FRA "MITO" E IDEOLOGIA clicca qui

E' il titolo del lavoro del prof. Roberto Dapit (docente dell'Università degli Studi di Udine, che peraltro ho conosciuto, essendo stato membro della commissione alla mia Tesi di Laurea - Facoltà di Scienze della Formazione - 2005) centrato sull'osservazione dei resiani nell'atteggiamento di affermazione della propria identità.
Trovo interessante la descrizione dell'immagine di Resia e dei resiani che si è andata creando fra le popolazioni vicine ( friulani e sloveni).
Cito qui di seguito l'immagine che gli sloveni hanno di noi resiani:

".....L’immagine dei resiani in Slovenia invece è caratterizzata da toni in un certo senso mitizzanti. Conosciuta ormai dal vasto pubblico attraverso i frequenti contributi dei mass media, in particolare della televisione, Resia viene percepita come un mondo fantastico e di arcaica bellezza. La serie televisiva di pupazzi animati Zverinice iz Rezije, assieme ai quali sono cresciute molte generazioni di ragazzi in Slovenia, ha contribuito da alcuni decenni alla nascita della visione mitica a cui si è appena accennato. Attualmente Resia è molto presente nei programmi della televisione slovena in forma di documentario che ne illustra le varie manifestazioni della cultura. Negli ultimi anni si è addirittura sviluppata una forma di turismo culturale che conduce numerosi turisti dalla Slovenia a Resia, dove vengono accolti dagli operatori locali. La Slovenia naturalmente considera Resia come parte del proprio mondo dal punto di vista etnico e linguistico, rivolgendole quindi una particolare attenzione, che invece non le è stata mai rivolta dall’Italia con uguale intensità......"
Devo ammettere che il sentimento, non è reciproco, forse perchè con queste popolazioni non abbiamo mai avuto contatti e soprattutto per l'incomprensione a livello linguistico ( necessità di un interprete oppure l'utilizzo di un codice linguistico diverso).

E adesso l'immagine che i friulani hanno di noi resiani:

"....I friulani pecepiscono le speciali caratteristiche dei resiani che, a differenza degli sloveni del Torre e del Natisone, infatti non vengono definiti come sclâfs “slavi” o “schiavi”, perpetuando l’antica ambiguità del significato, ma roseàns “resiani”. Oltre all’accezione comune, questo etnonimo può attivare anche un significato con varie connotazioni negative, come quelle di “rude” o “tirchio”. A Gemona inoltre, dove i resiani sono ben conosciuti, essi vengono considerati bravi lavoratori ma anche tirchi, astuti ma anche un po’ imbroglioni. La locuzione tu ses come un roseàn!10 in vari punti del Friuli significa proprio “sei burbero!”. I vocabolari friulani infatti riportano queste accezioni, essendo l’etnonimo roseàn diventato anche una voce della lingua friulana che connota in generale una caratteristica della persona. Nelle aggiunte al vocabolario Il nuovo Pirona sotto il lemma Roseàn infatti si legge: “L’Abitante di Resia, ma anche per Uomo arcigno, duro, ingrugnato, di difficile comunicativa. [Buia e Gemona]” (Pirona et al. 1992). Anche nel Vocabolario della lingua friulana di Giorgio Faggin l’aspetto semantico figurato del lemma roseàn appare come “burbero, ruvido, rude, brusco” (Faggin 1985).

Il lavoro del prof. Dapit merita di essere letto (clicca sul titolo) perchè è un ottimo e ulteriore contributo per conoscere meglio il fantastico mondo resiano.

01 luglio 2008

21 giugno 2008

18 giugno 2008

ESCURSIONI IN VAL RESIA



















BIVACCO "C.A.I. DI MANZANO ALL'INFRABABA"

UBICAZIONE Gruppo Monte Canin, sotto l'Infrababa Grande
QUOTA s.m. 1650 m

COMUNE Resia (UD)
DESCRIZIONE Il Bivacco è posto in zona sicura. Il locale è accogliente e ben tenuto. Dispone di 12 posti letto, forniti di mater
assini, cuscini e numerose coperte; l'arredo consiste in un tavolo, sgabelli, fornello a gas e la cassetta di pronto soccorso.
Il Bivacco si trova in un punto d'appoggio importante per chi inte
nde percorrere l'Alta Val Resiana.




Clicca sull' immagine e vedrai che spettacolo!

Veduta dalla vetta del M.Guarda verso la Valle di Uccea, Val Resia, CANIN

17 giugno 2008

LA NATURA NELL'ARTE

trionfo di fiori
nella "PRIMAVERA" di Botticelli clicca qui

un capolavoro
I fiori che appaiono nella Primavera sono in grandissima maggioranza portatori di significati gioiosi o amorosi. Al di là del loro significato, sono stati fatti dei conti: ci sono circa 500 esemplari di piante di cui 240 non fiorite, 60-70 sono solo ciuffi di graminacee o ciperacee; delle 190 fiorite ne sono state identificate con buona approssimazione 138, quelle dubbie sono 38, e le non riconoscibili 19.
Le specie più raffigurate sono la margherita e la viola, rispettivamente con cinquantacinque e quarantasei presenze. Si notano poi esemplari di muscari, fiordaliso, garofano, rosa selvatica e coltivata, elleboro, myosotis, euforbia, papavero, tarassaco, garofano, nigella damascena, farfara, camomilla, elleboro , aglio selvatico, licnide, giglio, mughetto, lino, borragine, potentilla, capelvenere, fragola (fiori e frutti), pervinca, senecione, ranuncolo e felce… un elenco che sarebbe lunghissimo.


un particolare del capolavoro clicca sui fiori

Qui puoi trovare molte SCHEDE BOTANICHE





09 giugno 2008

ROSA CANINA

















Nei boschi e sui sentieri della Val Resia è facile trovare questa bellissima rosa e in autunno le sue bacche.















Curiosità:

Questa pianta deve il nome "canina" a Plinio il vecchio, scrittore, storico e naturalista latino, il quale affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici. È l'antenata delle rose coltivate.

10 maggio 2008

I PAESINI DELLA VAL RESIA
















Prato di Resia è il capoluogo.
RAVANZA


































San Giorgio di Resia (anche con vista da Piskiwarc)
BILA

01 maggio 2008

MONTE CANIN - Val Resia



















Babe - Monte Canin
Un incanto
(Foto Di Lenardo Marco)

18 aprile 2008












Stolvizza di Resia
SOLBIZA














Coritis
CURITO

11 aprile 2008

Il RESIANO

Possiedo un antico CATECHISMO RESIANO (gradito dono di amici), datato 1894 e scritto dall' illustre studioso e filologo polacco G. BAUDOUIN De COURTENAY, già professore nelle Università di Kasan e di Dorpat. Il Catechismo venne pubblicato per la prima volta nel 1875 dallo stesso professor Baudouin de Courtenay, con la data di Varsavia e Pietroburgo. L'edizione del 1894 è la prima edizione italiana.
Si legge nella prefazione, a cura del dott.Giuseppe Loschi, professore nel R. Istituto Forestale di Vallombrosa, che " sin dal 1872, il professor Baudouin De Courtenay, studiò con assidua cura Resia e la sua parlata, di cui trattò poi in parecchi lavori e in brevissimo tempo s'impadronì del RESIANO a tal punto che gli abitanti della valle giunsero a crederlo un loro compaesano morto nella battaglia di Koniggratz (1866) e figlio di un resiano".
Scorrendo tra le pagine della prefazione, mi ha colpito la citazione di una breve poesia scritta da un poeta popolare del luogo, per descrivere senza artifici ma con molta forza, la condizione del terreno scarso e ingrato da cui non era possibile ricavare il necessario per il sostentamento.
Questa poesia e soprattutto il Catechismo, sono anche un esempio per scrivere il RESIANO (lingua solo orale) senza utilizzare l'alfabeto sloveno, come alcuni studiosi di oggi vorrebbero e mantenere così i suoni originali della lingua.

Koj wuna wèrh mi pridowa,
ki pawsorod mi vyduwa,
tje tà nu soe polédnowa,
je màkoj skàla anu rob.
Tje nùtaub dno mi vyduwa,
je màkoj woda ano pròd.


Traduzione tratta dal testo:

Quando ci arrampichiamo sulla sommità,
da qualunque parte guardiamo,
non ci stanno davanti che rocce e burroni.
Guardando giù non si vedono
che acqua, sassi e sabbia.

Essendo resiana io la traduco, invece, così:

Quando arriviamo in cima
da qualunque parte guardiamo,
gettando lo sguardo qua e là,
c'è solo roccia e burrone.
Se guardiamo verso il basso
c'è solo acqua, sabbia e sassi.

Per poter leggere questo Catechismo, l'illustre studioso, ci lascia anche chiare indicazioni sulla pronuncia delle lettere usate.

28 marzo 2008

FIORI RARI



Alcuni fiori rari che si possono ammirare lungo i sentieri della nostra bellissima Valle...

26 marzo 2008

E L'ACQUA (R.Piumini)







E l'acqua

E l’acqua
fresca nasce
fa ruscelli
scende
casca sui sassi
scroscia
e frusciando
fa il fiume.

E l’acqua
sciolta nuota
nelle valli
e lunga e lenta
larga
silenziosa
luminosa
fa il lago.

E l’acqua
a onde muore
non muore mai
e muore
non muore mai
e muore
mentre immensa
fa il mare.
(R. Piumini)

Foto Di Lenardo Marco
RIO BIANCO




13 marzo 2008

OLIVER


OLIVER
Questo è il nostro
bellissimo
cane!







12 marzo 2008

GNIVA di Resia - GNIUA

Una bella immagine di GNIVA , clicca sulla foto.
















OSEACCO - OSOIENE
vista dall'alto

SELLA CARNIZZA m.1080 - Val di Resia





















































Belle immagini di Sella Carnizza in Val Resia (clicca sulle foto).
In autunno poi, con le piogge, si forma un laghetto che noi resiani chiamiamo "Gniviza".