18 giugno 2008

ESCURSIONI IN VAL RESIA



















BIVACCO "C.A.I. DI MANZANO ALL'INFRABABA"

UBICAZIONE Gruppo Monte Canin, sotto l'Infrababa Grande
QUOTA s.m. 1650 m

COMUNE Resia (UD)
DESCRIZIONE Il Bivacco è posto in zona sicura. Il locale è accogliente e ben tenuto. Dispone di 12 posti letto, forniti di mater
assini, cuscini e numerose coperte; l'arredo consiste in un tavolo, sgabelli, fornello a gas e la cassetta di pronto soccorso.
Il Bivacco si trova in un punto d'appoggio importante per chi inte
nde percorrere l'Alta Val Resiana.




Clicca sull' immagine e vedrai che spettacolo!

Veduta dalla vetta del M.Guarda verso la Valle di Uccea, Val Resia, CANIN

17 giugno 2008

LA NATURA NELL'ARTE

trionfo di fiori
nella "PRIMAVERA" di Botticelli clicca qui

un capolavoro
I fiori che appaiono nella Primavera sono in grandissima maggioranza portatori di significati gioiosi o amorosi. Al di là del loro significato, sono stati fatti dei conti: ci sono circa 500 esemplari di piante di cui 240 non fiorite, 60-70 sono solo ciuffi di graminacee o ciperacee; delle 190 fiorite ne sono state identificate con buona approssimazione 138, quelle dubbie sono 38, e le non riconoscibili 19.
Le specie più raffigurate sono la margherita e la viola, rispettivamente con cinquantacinque e quarantasei presenze. Si notano poi esemplari di muscari, fiordaliso, garofano, rosa selvatica e coltivata, elleboro, myosotis, euforbia, papavero, tarassaco, garofano, nigella damascena, farfara, camomilla, elleboro , aglio selvatico, licnide, giglio, mughetto, lino, borragine, potentilla, capelvenere, fragola (fiori e frutti), pervinca, senecione, ranuncolo e felce… un elenco che sarebbe lunghissimo.


un particolare del capolavoro clicca sui fiori

Qui puoi trovare molte SCHEDE BOTANICHE





09 giugno 2008

ROSA CANINA

















Nei boschi e sui sentieri della Val Resia è facile trovare questa bellissima rosa e in autunno le sue bacche.















Curiosità:

Questa pianta deve il nome "canina" a Plinio il vecchio, scrittore, storico e naturalista latino, il quale affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici. È l'antenata delle rose coltivate.

10 maggio 2008

I PAESINI DELLA VAL RESIA
















Prato di Resia è il capoluogo.
RAVANZA


































San Giorgio di Resia (anche con vista da Piskiwarc)
BILA

01 maggio 2008

MONTE CANIN - Val Resia



















Babe - Monte Canin
Un incanto
(Foto Di Lenardo Marco)

18 aprile 2008












Stolvizza di Resia
SOLBIZA














Coritis
CURITO

11 aprile 2008

Il RESIANO

Possiedo un antico CATECHISMO RESIANO (gradito dono di amici), datato 1894 e scritto dall' illustre studioso e filologo polacco G. BAUDOUIN De COURTENAY, già professore nelle Università di Kasan e di Dorpat. Il Catechismo venne pubblicato per la prima volta nel 1875 dallo stesso professor Baudouin de Courtenay, con la data di Varsavia e Pietroburgo. L'edizione del 1894 è la prima edizione italiana.
Si legge nella prefazione, a cura del dott.Giuseppe Loschi, professore nel R. Istituto Forestale di Vallombrosa, che " sin dal 1872, il professor Baudouin De Courtenay, studiò con assidua cura Resia e la sua parlata, di cui trattò poi in parecchi lavori e in brevissimo tempo s'impadronì del RESIANO a tal punto che gli abitanti della valle giunsero a crederlo un loro compaesano morto nella battaglia di Koniggratz (1866) e figlio di un resiano".
Scorrendo tra le pagine della prefazione, mi ha colpito la citazione di una breve poesia scritta da un poeta popolare del luogo, per descrivere senza artifici ma con molta forza, la condizione del terreno scarso e ingrato da cui non era possibile ricavare il necessario per il sostentamento.
Questa poesia e soprattutto il Catechismo, sono anche un esempio per scrivere il RESIANO (lingua solo orale) senza utilizzare l'alfabeto sloveno, come alcuni studiosi di oggi vorrebbero e mantenere così i suoni originali della lingua.

Koj wuna wèrh mi pridowa,
ki pawsorod mi vyduwa,
tje tà nu soe polédnowa,
je màkoj skàla anu rob.
Tje nùtaub dno mi vyduwa,
je màkoj woda ano pròd.


Traduzione tratta dal testo:

Quando ci arrampichiamo sulla sommità,
da qualunque parte guardiamo,
non ci stanno davanti che rocce e burroni.
Guardando giù non si vedono
che acqua, sassi e sabbia.

Essendo resiana io la traduco, invece, così:

Quando arriviamo in cima
da qualunque parte guardiamo,
gettando lo sguardo qua e là,
c'è solo roccia e burrone.
Se guardiamo verso il basso
c'è solo acqua, sabbia e sassi.

Per poter leggere questo Catechismo, l'illustre studioso, ci lascia anche chiare indicazioni sulla pronuncia delle lettere usate.