30 settembre 2009

LA "RESIANA"


E' una foto bellissima, tratta dal libro "Lytrate" del Coro Monte Canin, Val Resia, (UD)

ARIA D'AUTUNNO

19 settembre 2009

LA MAPPA DEI COGNOMI

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04 settembre 2009

DONNE RESIANE - antiche vesti

























(Foto dal libro: La società alpina friulana e le Alpi Friulane) clicca sulla foto

Angelo Arboit (studioso) descrive così le vesti delle donne resiane nel 1869.
“…Il ciamïòt delle resiane è una tunica larghissima senza maniche, raccolta da un cinto nero intorno la vita, e scendente sin presso le caviglie. L’apertura della tunica sul davanti va allargandosi all’in su in modo da lasciar vedere un corsaletto a colori che s’abbottona fin sotto la pozzetta del collo, e il più delle volte questo è anche coperto da una giubba a maniche, di stoffa nera, che esce dai due buchi laterali dal ciamïòt e s’innalza a sbuffi sull’estremità delle due spalle in modo curioso. Questa giubba (juppe) trent’anni fa era lunga come i moderni soprabiti degli uomini. Portano pure le camicie da uomo con collare largo, ripiegato sopra il corsaletto, o la giubba. La testa coprono con un fazzoletto sino alle sopraciglie, ravvolgendovi spesso anche il mento fino alla bocca. Il qual costume è identico di quello delle donne della Sardegna centrale nelle parti di Nuoro ed Orune. Alle quali si rassomigliano pure in un’altra particolarità che è quella di lasciar cadere più basso le gonne di sotto, in modo che la eccedenza sporgente è assai considerevole. Le calze hanno bianche, per lo più ricamate, le scarpe basse con tomaia a punta verso il collo del piede. Costume severo, specialmente pel color della clamide ch’è sempre scuro.
Osservando bene il costume delle donne resiane, mi persuasi che questa colonia alpina dev’essere provenuta da un paese nord-orientale. I meridionali di qualunque paese amano i colori vivi e varii, sopra tutto il rosso ed il bianco, come si vede nella Spagna, nella Sardegna, nella Sicilia, in Grecia, nell’Africa e nell’Africa australe.
Al nord invece si prediligono colori bruni ed una forma di vestire severa. E’ il caso dunque delle resiane. E dico delle resiane, perché gli uomini in generale mutano foggie col mutar di paese.
Sulla provenienza della colonia resiana ho letto e sentito molti discordi opinioni; ma che giova il discutere? Stando ai fatti, il suo tipo è antico e nordico-orientale, e finché con altre prove reali non mi si dimostri il contrario, lo riterrò sempre per tale….”
Angelo Arboit: "Resia", Giornale di Udine 4/213, 1869, pp. 1-2; 4/214, 1869, pp. 1-2

21 luglio 2009

S.ANNA - Sella Carnizza- Val Resia











SELLA CARNIZZA m.1080
Nello scenario stupendo di Sella Carnizza in Val Resia, località che un tempo era luogo d'alpeggio,
si celebrerà la s. messa per S.Anna, a cui è dedicata la piccola chiesa. E' anche un'occasione per visitare questo luogo ancora incontaminato e interessante dal punto di vista naturalistico, immerso nel Parco delle Prealpi Giulie. clicca qui

17 luglio 2009

TRAMONTO IN VAL RESIA
















Ed è subito sera
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

(Salvatore Quasimodo)


Tramonto dal Rifugio Crasso
foto www.camminofriuli.com

16 luglio 2009

Le origini del resiano e la "lista" di MORRIS SWADESH

M. Swadesh (1909-1967) era uno studioso di lingue indigene americane , ideatore di un metodo, che nell'ambito della linguistica storica, prende il nome di "lessicostatistica".
La "lista" di Swadesh è una lista di "parole concetto" che può servire per individuare i legami di parentela fra due o più lingue. Più corrispondenze lessicali fra due lingue si trovano nel gruppo di concetti selezionato da Swadesh, più stretta è la loro prentela, mentre un minor numero di lessemi etimologicamente identici indica una maggiore lontananza fra le lingue sotto esame. Per utilizzare questa "lista" è necessario seguire delle regole ben precise. Il Prof. H. Steenwijk (linguista) che con i suoi studi si è molto interessato al resiano, ha effettuato questa interessante ricerca (vedi testo integrale "Morris Swadesh e le origini del resiano" di Han Steenwijk) mettendo a confronto il Resiano standard e quattro altre lingue letterarie slave: sloveno, croato, ceco e russo. Voglio sottolineare che non so che cosa sia il resiano standard, non so se sia un miscuglio delle quattro varianti del resiano o altro, perchè non ho avuto mai l'occasione di leggerlo. Ma veniamo al risultato della ricerca.
I gradi di parentela con le quattro lingue citate sono:
resiano-russo: 80 corrispondenze su 95 concetti = 84,2%
resiano - ceco: 81 corrispondenze su 95 concetti = 85,3%
resiano - croato: 84 corrispondenze su 95 concetti = 88,4%
resiano - sloveno: 88 corrispondenze su 95 concetti = 92,6%
La lingua più imparentata con il resiano risulta lo sloveno (anche se con gli sloveni non ci capiamo proprio!).
Il prof. Stenwijk afferma (dopo aver fatto la ricerca) che il lessico che distingue il resiano dalle altre lingue slave è composto da prestiti friulani (in quattro casi esclusi dal conteggio), da formazioni nuove (in due casi) e da arcaismi (in un caso). Dice anche che, il fatto che ci sia un unico arcaismo: isi - questo, non ci permette di rivendicare per il resiano una derivazione antica e diretta dalla matrice dello slavo comune.
In un altro suo studio: "Sangiorgini, Resiani e Sloveni" il prof. Stenwijk, parlando dei tratti caratteristici del resiano, cita come arcaismo anche la conservazione dell'imperfetto con forme come beson, teson ( s= sc scusate se li scrivo così senza accenti, ma non ho ancora il programma con altri tipi di carattere da poter usare) e dice che nessun altro dialetto sloveno ha conservato queste forme grammaticali.
Nella prefazione al "Repertorio lessicale Italiano-Resiano" di Sergio Chinese (Dizionari resiani ) ,il prof. Stenwijk dice che l'autore ha allargato il fondo lessicale con arcaimi come per esempio ( ne cita alcuni) ajzempon - ferrovia, slat- zecchino. Ma allora questi arcaimi sono uno o più di uno? Forse non rientrano nella lista di Swadesh ma nel resiano esistono. Mi si permetta un'osservazione. Quello che lascia perplessi è l'utilizzo, in questa ricerca, del resiano standard, per il confronto con le altre quattro lingue. La stessa sarebbe molto più scientifica se si utilizzassero invece le quattro varianti del resiano. Poi per esempio ho notato che, per quanto riguarda la parola- concetto "freddo", presente in questo elenco, si riporta unicamente zmarzli (che fatica leggere... e che strani suoni!!!) mentre in resiano diciamo anche mras che non ha invece alcuna corrispondenza con le altre quattro lingue citate. Ho notato anche che per "rotondo", oltre a Kogolejasti ( io dico Kukuleciasto) viene citato anche Okrogli, che non ho mai sentito in resiano.
Sarebbe proprio interessante raccogliere l'invito del Prof. Stenwijk a ripetere questa ricerca anche partendo da un elenco di composizione diversa (e in questo caso,naturalmente, spiegando i criteri con i quali l'elenco è stato redatto e perchè questi criteri scelti siano preferibili per il resiano rispetto a quelli scelti da Swadesh a suo tempo) e non utilizzando il "resiano standard" per il confronto, bensì le quattro varianti del resiano. Se mi si permette un'altra osservazione, io ritengo l'uso di quello che viene definito "Resiano standard" (anche se solo per la scrittura), un pericolo per il nostro dialetto perchè se prendesse piede, andrebbe persa una delle caratteristiche più importanti del resiano: la varietà delle parlate.

Fonte:Han Steenwijk: "Morris Swadesh e le origini del resiano", Näš glas/La nostra voce 4/2, 2008, pp. 6-7